lunedì 18 novembre 2013

The knight and the butterfly (1)

Buon pomeriggio gente, sono scomparsa per qualche giorno perché sto lavorando ad una nuova idea, ho deciso di scrivere una storia. L'ispirazione mi ha letteralmente travolta. La storia si sta formando con una velocità inaudita, mai prima d'ora mi era successa una cosa simile.
Non lasciatevi ingannare dall'inizio che sto per pubblicare, poiché niente è come sembra.
La giusta dose di magia aiuterà un grande amore a cambiare un destino già scritto?
Pronti a tuffarvi in epoche passate? (ops spoiler sui prossimi capitoli ;D )
Non voglio aggiungere altro, i colpi di scena non mancheranno.
Spero di cuore che Christian e Sara vi conquistino dopo poche battute, sono ansiosa di sapere il vostro parere.

The Knight and the Butterfly

Erano passate due settimane da quando la sua vita era cambiata per sempre.
Erano passate due settimane da quando le lancette del suo orologio avevano accelerato la loro corsa.
Erano passate due settimane da quando aveva fatto l'ultimo controllo.
Sara era poggiata allo schienale del letto così immersa nella lettura che non si era accorta della presenza di Christian, fermo sull'uscio della sua stanza.
Lui rimase per qualche secondo a fissarla: i lunghi capelli castani raccolti in una treccia che poggiava sulla spalla destra, il corpo formoso, la pelle candida sembrava risplendere grazie alla luce della luna che penetrava dalla finestra. Sembrava ancora quella di sempre.
Christian, specialmente negli ultimi tempi, amava osservarla in silenzio sebbene conoscesse ogni dettaglio di quel corpo che tante volte aveva sfiorato, baciato, stretto a sé. Conosceva perfettamente la cicatrice bianca sul fianco destro, ricordo di una caduta che aveva fatto da bambina, conosceva i punti dove soffriva maggiormente il solletico e la voglia che aveva sul seno. Ugualmente, però, temeva che potesse essergli sfuggito qualcosa e voleva ricordare tutto di lei.
La cosa che più amava di Sara erano i suoi occhi, sembrava che un abile artista avesse intinto il pennello nel mare in tempesta e poi avesse dipinto quelle iridi di un colore così cupo e pure tanto meraviglioso. Anche ora che la vita le stava scivolando via dalle mani, il suo sguardo trasmetteva sempre serenità.
Quando gli occhi di lei si alzarono sul ragazzo sembrarono illuminarsi:
- Chris mi hai spaventata.. Da quanto sei lì?- il tono della voce era dolce e sorpreso, capovolse il libro ancora aperto sulla trapunta, poiché non aveva a portata di mano il segnalibro, si tolse gli occhiali e li poggiò sul comodino.
Ogni volta che si trovava dinanzi Christian le sembrava di guardare uno degli eroi dei suoi amati libri: corpo statuario, spalle larghe e braccia lunghe che quando l'avvolgevano la facevano sentire al sicuro da tutti e da tutto, pelle rosata, occhi color nocciola dalle striature dorate. La barba incolta ed i capelli castani gli davano un tocco selvaggio .
- Da poco. Mi piace guardarti quando non ti accorgi di me..- disse Christian andandosi a sedere sul letto dinanzi alla donna che era tutta la sua vita.
Sara gli prese le mani, baciò le dita affusolate, e poi gli gettò le braccia al collo cogliendolo alla sprovvista, il profumo della sua pelle le inebriò i sensi.
- Sono felice che tu sia qui.. - non aveva nessuno al mondo, il padre non lo aveva mai conosciuto e la madre era morta di cancro, lo stesso male che ora si era annidato in lei.
Christian non esitò a stringerla a sé. Avrebbe voluto tenerla per sempre stretta tra le sue braccia, avrebbe desiderato tanto che il suo amore bastasse per salvarla.
- Anche io amore mio.. - la distaccò appena da sé, per qualche istante volle tuffarsi nell'oceano in burrasca ritratto nei suoi occhi, sembrò trattenere il fiato pronto ad immergersi e lasciarsi travolgere da quelle onde argentate e poi la baciò.
Il sapore delle labbra di lei alla pesca si insinuò in Christian, malgrado da piccolo avesse sempre odiato quel frutto, ora lo trovava delizioso. Quel bacio dal sapore così dolce questa volta aveva un retrogusto amaro, poiché portava con sé il peso di un destino ingiusto. Fu un baciò passionale, se solo con quel gesto avesse potuto infonderle tutte le energie necessarie a farla stare meglio lo avrebbe fatto. Avrebbe dato la sua stessa vita per lei, ma dinanzi ad un male così grande era impotente. Quel senso di angoscia lo portò ad allontanarsi nuovamente.
- Sara ho fatto alcune ricerche. Potremmo andare a trovare un importante luminare negli Stati Uniti, forse qui non hanno fatto i controlli giusti, avranno certamente trascurato qualcosa..- Chris sembrava credere fermamente alle sue parole, o meglio si sforzava di crederci con tutto se stesso.
Lei in silenzio lo guardava preoccupata, erano passati solo quattordici giorni dall'esito dell'ultimo test eppure credeva che oramai avesse compreso che non c'era più niente da fare.
Sara aveva un sorriso triste sul volto, aveva appena dischiuso la bocca pronta a parlare quando lui non le fece nemmeno emettere un suono:
- So come la pensi, ma ancora non è tutto perduto – Era compito suo prendersi cura di lei. – Il medico ha detto che il cancro è allo stadio terminale eppure eccoti qui davanti a me, raggiante e piena di salute..
- Chris non serve sentire altri pareri, questo male è dentro di me, lo sento, combatto ogni giorno contro di lui per impedirgli di portarmi via troppo velocemente.. Ho visto il cancro consumare da un giorno all'altro mia madre, non si può fare niente contro di lui .. - il tono era calmo, ma quando nominò la madre la voce si incrinò appena. L'ultimo desiderio di colei che le aveva dato la vita, e che l'aveva amata tanto intensamente, era quello che sua figlia non avrebbe dovuto congedarsi da questo mondo come lei. Purtroppo quell'ultima volontà non sarebbe stata rispettata.
Christian prese a stringerle le dita con maggior vigore, sembrava quasi fosse sul punto di romperle le ossa. Le sfumature ambrate dei suoi occhi erano scomparse. Le sue pupille erano divenute improvvisamente scure, due voragini che se attraversate avrebbero condotto all'inferno che il giovane provava nel profondo della sua anima.
- Chris mi stai facendo male.. - lui sembrò come svegliarsi da un incubo, si alzò di scatto dal letto.
- E tu non mi stai facendo del male? Non mi stai uccidendo lentamente mostrandoti oramai rassegnata? Non riesco proprio a capire perché hai gettato la spugna tanto presto. - non avrebbe voluto accanirsi contro di lei, eppure non riuscì a trattenersi.
Sara non disse nulla. Finalmente Christian stava cacciando tutta la rabbia e la frustrazione che aveva accumulato negli ultimi tempi. Finalmente si stava lasciando andare. Lei continuava a rimanere in silenzio, le mani strette a pugno sulle ginocchia. Avrebbe voluto andargli incontro e consolarlo, ma lui doveva sfogarsi.
- Tu dici di combattere ogni giorno, eppure mi sembra che non fai niente, perché non puoi provare a fare la chemio, perché non possiamo chiedere altri pareri...- era il ritratto della disperazione, mai prima d'ora lo aveva visto così fuori di sé.
Sara gli andò incontro, ma lui indietreggiò:
- Ho bisogno di stare solo- il tono era divenuto gelido e distaccato.
Lei gli toccò il braccio ma lui sembrò non percepire il contatto.
- Non aspettarmi sveglia- uscì, senza incrociare lo sguardo di lei e lasciandosi dietro i frammenti del suo dolore.
Sara non fece nulla poiché sapeva che quel momento primo o poi sarebbe arrivato.


Sono ansiosa di sapere il vostro parere!
Baci!


2 commenti:

  1. Bellissima *.* mi è piaciuta tanto soprattutto la descrizione degli occhi di lei...

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    1. grazie di cuore, sono contenta che ti sia piaciuto spero continuerai a seguire la loro storia :)

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Ti ringrazio per aver visitato il mio blog, spero lascerai una traccia del tuo passaggio. A presto :D